Racconti per l’estate
Collezione di brevi racconti ambientati nella Riserva Naturale del Delta del Po veneto.
Nonsense, natura, spiaggia, mare: elementi per una spensierata lettura sotto l’ombrellone o nella propria dimensione domestica.
Alcuni lettori, tra i primi, hanno riferito che queste mie short stories sono anche un breve viaggio all’interno della propria “riserva” di un mondo intimo e a volte profondo. E, sì, è vero, in realtà.
Psicopatologia degli Spiaggiati nasce dalla voglia di evadere, di distrarsi per poco conto, e, per me, allontanarsi da un lavoro editoriale il cui lavoro di documentazione storica ormai ha raggiunto i sei anni di ricerca (“Andreas Gasperi”). Un allontanarsi anche dalla indagine che ho in corso e che mi accompagnerà in una dimensione di confronto con le identità dell’uomo e della donna ancora per lungo tempo, Abitare il Silenzio.
Psicopatologia nasce da esperienze di famiglia in quella apparentemente desolata terra del Delta del Po veneto, un territorio, invece, ricco di elementi naturalistici unici e di storie, di identità, di eventi che si perdono, e si sono persi nelle epoche, nella nebbia invernale ed il sole e il vento estivi.
Questo volumetto viene da me considerato come una prima produzione. Non un prototipo. Psicopatologia sarà ampliato con altre storie immaginate nello stesso ambiente e avrà un’altra veste editoriale tra alcuni mesi.
Qui a seguire le prime lines della storia che dà il titolo al testo:
“Mi ha sempre colpito la trattazione che Julian De Ajuriaguerra realizzò nei suoi manuali di alcune patologie, e del concetto di “normalità e patologia”. Testi letti più volte e, in un’altra delle mie vite, venduti a medici specialisti.
Ma è qui, alla spiaggia di Boccasette, che il mio “scrutare” viene messo alla prova nell’osservazione di soggetti.
Caldo intenso, 33 gradi C°; vento praticamente assente, se non altro solo un soffio per agevolare il volo di un gabbiano; sole abbagliante; ondine leggerissime che vanno ad accarezzare le irregolari aree sabbiose emerse a causa del forte effetto di bassa marea; mare indietreggiato di circa 30 metri rispetto alla ordinaria linea di bagnasciuga; acqua calda ma con una corrente subacquea fredda dopo i primi 20 metri che colpisce le gambe quando si percorrono le decine di metri di bassa per poter raggiungere il largo.
Ore 09:30. La marea risale molto lentamente.
I miei vicini sulla sinistra, lui e lei poco oltre i 40 anni, sono seduti sotto un ombrellone amaranto e indossano costumi da bagno color amaranto: lui un boxer che aiuta a coprire la pancia evidente, e lei un costume intero che, anche questo, aiuta a nascondere un anello in più sulla pancia. Il loro carrello porta-attrezzi per la spiaggia è di stoffa color amaranto, ed anche il borsone è color amaranto. Lui indossa un cappellino color … .
Teddy, anche lui è alla mia sinistra sulla spiaggia ma è distante circa dieci ombrelloni. E’ un cane pastore belga di circa due anni, tutto nero. Energico, audace, curioso. Gironzola tra ombrelloni e lettini, e poi fa i salti di gioia quando la padrona, una signora di mezza età in un bikini turchese, lo porta a passeggiare sul bagnasciuga per chilometri solo dopo averlo legato ad un lunghissimo guinzaglio. Salti di gioia verso la padrona e salti nell’acqua mentre insieme si allontanano direzione sud. La bassissima marea li aiuta a rendere più felice la passeggiata poiché concede loro tanta superficie su cui muoversi. E Teddy è davvero felice. Forse anche la sua padrona. …Però! Sto scrivendo questo libro da più di un’ora e ancora non sono tornati! “


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