cestarigiulio

Give voice to … !

cestagiu@gmail.com

Nato in terra di Bari e adotatto dalle pianure e dai monti bergamaschi, tra natura e industria.

Già docente su più livelli scolastici e di diverse discipline (geografia antropica ed economica,metodologie operative nei servizi sociali, lingua e cultura inglese) si dedica ora allo studio, alla ricerca, alla conoscenza di persone, di luoghi, e di eventi ai più meno conosciuti, lì dove gli eventi incrociano il vissuto di uomini e di donne di una vita ordinaria.

L’attenzione, l’interesse, e la pratica nei confronti della cultura in genere, e della musica e dell’arte in particolare, sono sempre stati massimi su un percorso iniziato in età adolescenziale tra meandri di pura energia da spartito e processato nei tempi in forma quasi camaleontica in ruoli e in situazioni diversissimi …dal progettista al problem solver.

CONTATTO: CESTAGIU@GMAIL.COM

Creativo, con uno slogan sentitissimo, che lo riassume, “Non perdiamo il senso pedagogico delle cose !”

Mi ha sempre affascinato ed interessato l’idea del PERCORSO – luogo/azione dinamico di interazione tra soggetti, di contaminazione di culture, di scambi di proficui silenzi e di suoni di contenuti profondi e determinanti i singoli soggetti.

Il PERCORSO permette di “accumulare”, di lasciare dietro di sè elementi o risorse incontrati ma allo stesso tempo di farli restare propri nel ricordo conoscitivo ed emotivo.

Il PERCORSO è un confronto -confrontarsi-, una lettura -studiarsi-, una scoperta -rivelarsi/evidenziare.

Il PERCORSO, segno di movimento, proietta verso il futuro sul basamento della partenza.

In occasione della mia esperienza di studio sull’antropologia (Antropologia urbana” – perfezionamento post-lauream presso la Bicocca a Milano), gli stimoli ricevuti hanno destato la mia curiosità di ricerca su un tema: ABITARE IL SILENZIO; contrasto semantico-lessicale che destabilizza sempre ad una prima lettura o ad una prima pronuncia, o ad un primo ascolto. Abitare Il Silenzio, slogan (?), non lo riconosciamo, infatti, al pari di “mangiare la mela”, verb + noun, questo, diretto immediato operativo. “Voglio mangiare la mela”. Non uso dire, generalmente: “Voglio abitare il silenzio”. Potrei farlo ma solo “sciogliendo” i misteri del mio pensiero al riguardo, e rivelandomi.

ABITARE IL SILENZIO è, quindi, diventato un percorso, un mio percorso, una mia esperienza dinamica di indagine e di studio, di incontri in presenza e a distanza, no border (!). Una collezione di immagini disegnate dai miei interlocutori del momento che riescono a guidarmi nel proprio mondo interiore, nel proprio itinerario emotivo-esperienziale-culturale.

Un itinerario. Riporto fedelmente la voce della Treccani riguardante il vocabolo itinerario, in senso figurato: “Cammino, inteso come serie di passaggi, da percorrere per raggiungere uno scopo o una meta non materiale: ispiritualeiintellettualeidella mente a Dio, traduz. del titolo lat. (Itinerarium mentis in Deum) di un’opera di san Bonaventura da Bagnoregio (1259) nella quale sono indicati i successivi momenti di approfondimento della vita interiore che conducono a Dio.”

Riassumo: CAMMINARE IN CERCA DI SILENZIO è il titolo di uno dei capitoli del testo “Sovranità del silenzio” di David Le Breton, Mimesis Edizioni.

Da quel testo lascio qui il pensiero collocato lì ove un prodotto editoriale lascia spazio ad una dedica sulle prime pagine:

“Ma ascolta il soffio dello spazio,

il messaggio incessante che è fatto di silenzio” RILKE, Elegie duinesi

Posted in

Lascia un commento