Fondazione “Luigi Rovati” – Milano / Peter Gabriel
Non è semplice per me esprimere e narrare della “relazione” culturale e identitaria tra Peter Gabriel e la mia persona.
Dell’artista -vero artista!- si è letto e descritto molto, forse troppo, e a volte a sproposito: le esperienze con i Genesis, la carriera da solista, la ricerca nel suono e nella arte grafica e multimediale, il festival Womad, i diritti umani.
Segno dei tempi.
Io non sono un fan, nel senso di fanatico, dei prodotti musicali e delle azioni di PG ma ho apprezzato e studiato il personaggio e soprattutto i suoi prodotti da ormai decenni.
Il mio primo step è stata la tesi di laurea, nel lontano 1985, per il percorso di lingue e letterature straniere con il prof. Augusto Ponzio, titolare di cattedra di Filosofia del Linguaggio a Bari e a Bologna. Semiologia e un’analisi del connubio stilistico musicale e linguistico del “linguaggio” di PG.
Da questa esperienza ha avuto origine un percorso ininterrotto che mi ha portato molta fortuna -non nel senso commerciale che non ricercavo e non ricerco- fino qualche anno fa a presentare al festival internazionale di musica di Erba la “mia” lettura di The Lamb Lies Down On Broadway dei Genesis.
PG è come uno specchio per me. Quelle singole parole, quei versi in equilibrio a volte tra onomatopea e ritmica del verso e della musica, quel desiderio/bisogno di “andare oltre” le cose ordinarie per riconfermare comunque il nostro quotidiano -“more than this!”, appunto- , lo sguardo che va oltre, …tutte queste sono corrispondenze che collimano con la mia natura ed il mio carattere di persona, di cittadino.
Il senso del ritmo. Io ho sempre un ritmo nella mia mente che mi accompagna nelle azioni e nei pensieri.
…e poi la musica. Una preferenza di sottecchi al soul, la ricerca e l’inventiva musicale, le collaborazioni con preziosi musicisti, una attenzione e una dedizione verso il pubblico, soprattutto dal vivo, come in antiche rappresentazioni shakespeariane della migliore tradizione del teatro inglese.
La fondazione “Luigi “Rovati di Milano presenta fino al 26 ottobre una personale sull’autore.
Io andrò a visitarla.