cestarigiulio

Give voice to … !

cestagiu@gmail.com

Nato in terra di Bari e adotatto dalle pianure e dai monti bergamaschi, tra natura e industria.

Già docente su più livelli scolastici e di diverse discipline (geografia antropica ed economica,metodologie operative nei servizi sociali, lingua e cultura inglese) si dedica ora allo studio, alla ricerca, alla conoscenza di persone, di luoghi, e di eventi ai più meno conosciuti, lì dove gli eventi incrociano il vissuto di uomini e di donne di una vita ordinaria.

L’attenzione, l’interesse, e la pratica nei confronti della cultura in genere, e della musica e dell’arte in particolare, sono sempre stati massimi su un percorso iniziato in età adolescenziale tra meandri di pura energia da spartito e processato nei tempi in forma quasi camaleontica in ruoli e in situazioni diversissimi …dal progettista al problem solver.

CONTATTO: CESTAGIU@GMAIL.COM

Creativo, con uno slogan sentitissimo, che lo riassume, “Non perdiamo il senso pedagogico delle cose !”

  • LE TRAVI DIPINTE DELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO DI ANDRIA

    Autrice: BEATRICE ANDRIANO CESTARI

    Nel giorno delle celebrazioni della figura del Santo non poteva mancare il ricordo di una esperienza di ricerca, di scrittura, e di celebrazione come quella offerta dal testo sulle “Travi dipinte”, come ormai i conoscitori ed i locali chiamano questa pubblicazione del 2004 di Beatrice Andriano Cestari.

    Le immagini pubblicate sono bellssime e davvero significative, insieme alla descrizione ed alla analisi fornite dall’autrice. Solo per questo il testo risulta ricercato e prezioso, come altri prodotti editoriali della casa editrice Rotas di Barletta.

    Ma vi è una storia da raccontare.

    La storia di una studiosa locale, testarda e intuitiva, e di un sacerdote. La studiosa è l’autrice Beatrice ed il prelato è don Gianni Agresti.

    Per farla breve, rincorrendo indicazioni da documenti antichi e spunti forniti dall’osservazione, i due si avventurano sul sottotetto della chiesa di San Francesco in Andria (BAT) e lì scoprono, incise su antiche travi, immagini ed inscrizioni a testimonianza della figura del Santo, a ricordo di una sentita venerazione o di un probabile passaggio del medesimo.

    L’esperienza di ricerca, dalle fatture dei migliori romanzi e film di scoperte archeologiche, è stata caratterizzata da uno spirito avventuristico e di ricerca di non poco valore da parte dei due protagonisti, ed ha toccato anche un qualcosa di “mistico” in alcuni momenti lì dove e quando è stata fatta la scoperta delle travi così preziosamente decorate.

    L’autrice ha saputo tradurre tutto questo nel testo: le emozioni, le descrizioni, la contestualizzazione storica ed artistica. Il libro è davvero di pregio per la storia dell’arte locale e nazionale. E la Amministrazione Comunale di Andria ha saputo assicurare una propria disponibilità nel riconoscimento dell’opera della studiosa.

    Un’unica nota stonata: il testo, come anche l’autrice , sono stati dimenticati e il ricordo di entrambi non compaiono nella conoscenza dei cittadini locali e di altri lidi. Merito speciale va alla casa editrice Rotas che ha saputo cogliere il significato culturale dell’opera accogliendo la proposta dell’autrice per una pubblicazione.

    Sempre nel nome del Santo, e della stessa autrice, il testo sugli affreschi del convento francescano di S.Maria Vetere in Andria, 2016 editroce Rotas.

    Le principali pubblicazioni e opere di Beatrice Andriano Cestari, esperta di storia, arte sacra e tradizioni locali pugliesi, includono:

    • Le Maschere apotropaiche di Andria – Angeli e demoni sulla città (Regione Puglia, 2002) [1]
    • Le Travi dipinte della chiesa di San Francesco di Andria (Editrice Rotas, 2004) [1]
    • I canti della tradizione di Giovinazzo da un manoscritto di Beniamino Andriani (Arciconfraternita Maria SS. del Carmine di Giovinazzo, 2008) [1]
    • Santi sotto campana e devozione (scritto in collaborazione con Liliana De Venuto, Schena Editore, 2011) – Un volume dedicato all’iconografia sacra e alla devozione popolare oggettuale. [1, 2]
    • Gli affreschi del chiostro francescano dell’ex Convento di Santa Maria Vetere in Andria (Ediz. illustrata, Editrice Rotas, 2016) – Studio incentrato sul ciclo pittorico dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi presente nel chiostro andriese.

    (Giulio Cestari)

  • “In viaggio con Federico”, così mi ha scritto l’amico Tangaro in uno dei suoi messaggi.

    “Un modo per raccontare agli italiani l’enorme contributo culturale portato dalla sua Corte.”

    Federico II di Svevia. Castel del Monte. Andria (BAT).

    L’amicizia con la famiglia Tangaro di Andria è per me antica: l’abitazione nello stesso quartiere, l’esposizione del rinomato artista Giuseppe Tangaro di fronte l’abitazione di famiglia per alcuni anni, la docenza di Giuseppe Tangaro in occasione delle mie scuole medie da alunno.

    Ho riscoperto dopo decenni la famiglia Tangaro incontrando Domenico in occasione di una visita allo stabilimento dei confetti di Mario Mucci di Andria. In quel frangente è nata una esperienza personale di confronto continuo nel mondo della storia, dell’arte, delle realtà museali.

    Dell’arte. La famiglia Tangaro è una realtà di arte!

    Domenico Tangaro ha pubblicato un volume davvero molto prezioso intitolato “CASTEL DEL MONTE MEMORIE DI FEDERICO” della Fondazione Domenico Tangaro, 2023, ISBN 978-88-907918-1-9.

    Una collezione di opere grafiche di Domenico, carboncino nero su carta, ed anche il riporto diuna testimonianza autentica di Federico “Verso Castel del Monte” .

    Riporto fedelmente dalla 4^ di copertina:

    “Il disegno e la scrittura sono due linguaggi della stessa dialettica, qui in CASTEL DEL MONTE – MEMORIE DI FEDERICO- si tratta di quella di un racconto intimo, particolare ed allo stesso tempo universale, di un sovrano confidente che, rivolgendosi ad un’interlocutrice privilegiata, narra al presente del suo passato. Intrecciandosi al destino di una terra d’elezione, la Puglia, nasce l’idea di una composizione architettonica unica, quella di Castel del Monte in cui la natura, l’arte, la geografia, l’astronomia, la storia, la filosofia, l’architettura e la geometria si sposano armoniosamente. I ventisei disegni rimovibili accompagnati dal testo sono la via d’accesso di predilezione all’eredità del Puer Apuliae: un universo da osservare, conoscere ed esplorare tra le pagine di questo libro.”

    Il mio commento rivolto a Domenico dopo aver visionato il suo lavoro è stato:

    “Letto e visto tutto. Non ho parole. Per quanto io abbia potuto immaginare questo tuo lavoro non avrei mai potuto raggiungere…la tua mano ed il suo (di Federico) pensiero! Il tuo contributo è andato ben oltre ogni mia fantasia, me modestissimo rispetto alle tue tecniche ed al tuo sapere. Un bel regalo. Hai davvero arricchito la mia persona. La mia mente, seguendo i tuoi schizzi, ha immaginato te, un grifone, che con le zampe strappi via dall’edificio quei particolari architettonici del Castel per rivelarli al profano.”

    Domenico Tangaro porta i propri lavori ed il suo expertise in mostra, un’esperienza culturale interdisciplinare ed internazionale. Può essere contattato per condividere saperi ed esperienze, e per ricevere proposte di realizzazioni di meeting, mostre, seminari.

    Suggerisco una visita….. https://domenicotangaroarte.wordpress.com/

    (Giulio Cestari)

  • .. al PARCO DI BROLO – BONATE SOTTO

    domenica 13 settembre 2026 ore 10:00

    Il Comune di Bonate Sotto (Bergamo) per tramite della Biblioteca ha organizzato un “Mercatino degli Hobbisti” invitando anche gli autori locali ad incontrare il pubblico.

    Ho trovato questa iniziativa di raccordo e di valorizzazione delle risorse del territorio molto valida condividendone gli obiettivi e le finalità.

    Io sarò presente con il mio lavoro Madrine del Mare e con…Ninetta dalle 10:00 alle 11:00.

    Sarà un’occasione per i cittadini di conoscere la storia, o meglio le storie, ed i personaggi che Madrine del Mare porta con sè insieme a una narrazione e a documenti autentici.

    Un’occasione per conoscermi.

    (Giulio Cestari)

  • Racconti per l’estate

    Collezione di brevi racconti ambientati nella Riserva Naturale del Delta del Po veneto.

    Nonsense, natura, spiaggia, mare: elementi per una spensierata lettura sotto l’ombrellone o nella propria dimensione domestica.

    Alcuni lettori, tra i primi, hanno riferito che queste mie short stories sono anche un breve viaggio all’interno della propria “riserva” di un mondo intimo e a volte profondo. E, sì, è vero, in realtà.

    Psicopatologia degli Spiaggiati nasce dalla voglia di evadere, di distrarsi per poco conto, e, per me, allontanarsi da un lavoro editoriale il cui lavoro di documentazione storica ormai ha raggiunto i sei anni di ricerca (“Andreas Gasperi”). Un allontanarsi anche dalla indagine che ho in corso e che mi accompagnerà in una dimensione di confronto con le identità dell’uomo e della donna ancora per lungo tempo, Abitare il Silenzio.

    Psicopatologia nasce da esperienze di famiglia in quella apparentemente desolata terra del Delta del Po veneto, un territorio, invece, ricco di elementi naturalistici unici e di storie, di identità, di eventi che si perdono, e si sono persi nelle epoche, nella nebbia invernale ed il sole e il vento estivi.

    Questo volumetto viene da me considerato come una prima produzione. Non un prototipo. Psicopatologia sarà ampliato con altre storie immaginate nello stesso ambiente e avrà un’altra veste editoriale tra alcuni mesi.

    Qui a seguire le prime lines della storia che dà il titolo al testo:

    “Mi ha sempre colpito la trattazione che Julian De Ajuriaguerra realizzò nei suoi manuali di alcune patologie, e del concetto di “normalità e patologia”. Testi letti più volte e, in un’altra delle mie vite, venduti a medici specialisti.

    Ma è qui, alla spiaggia di Boccasette, che il mio “scrutare” viene messo alla prova nell’osservazione di soggetti.

    Caldo intenso, 33 gradi C°; vento praticamente assente, se non altro solo un soffio per agevolare il volo di un gabbiano; sole abbagliante; ondine leggerissime che vanno ad accarezzare le irregolari aree sabbiose emerse a causa del forte effetto di bassa marea; mare indietreggiato di circa 30 metri rispetto alla ordinaria linea di bagnasciuga; acqua calda ma con una corrente subacquea fredda dopo i primi 20 metri che colpisce le gambe quando si percorrono le decine di metri di bassa per poter raggiungere il largo.

    Ore 09:30.  La marea risale molto lentamente.

    I miei vicini sulla sinistra, lui e lei poco oltre i 40 anni, sono seduti sotto un ombrellone amaranto e indossano costumi da bagno color amaranto: lui un boxer che aiuta a coprire la pancia evidente, e lei un costume intero che, anche questo, aiuta a nascondere un anello in più sulla pancia. Il loro carrello porta-attrezzi per la spiaggia è di stoffa color amaranto, ed anche il borsone è color amaranto. Lui indossa un cappellino color …  .

    Teddy, anche lui è alla mia sinistra sulla spiaggia ma è distante circa dieci ombrelloni. E’ un cane pastore belga di circa due anni, tutto nero. Energico, audace, curioso. Gironzola tra ombrelloni e lettini, e poi fa i salti di gioia quando la padrona, una signora di mezza età in un bikini turchese, lo porta a passeggiare sul bagnasciuga per chilometri solo dopo averlo legato ad un lunghissimo guinzaglio. Salti di gioia verso la padrona e salti nell’acqua mentre insieme si allontanano direzione sud.   La bassissima marea li aiuta a rendere più felice la passeggiata poiché concede loro tanta superficie su cui muoversi. E Teddy è davvero felice. Forse anche la sua padrona.             …Però! Sto scrivendo questo libro da più di un’ora e ancora non sono tornati! “

    (Giulio Cestari)

  • (detecting)

    Continua la mia indagine/ricerca sul tema de ABITARE IL SILENZIO.

    Intervisto e chiacchiero con persone a me note e non.

    Decine e decine di “interviste”, ormai. Tutte audioregistrate nel mio archivio per essere riascoltate e studiate. Chissà… forse domani pubblicherò studio e archivio.

    Ne riporto una velocissima… (faccio anche questo tipo di esperienza on the road con sconosciuti)

    Incontro con Mida -nome immaginario- conosciuta per caso in occasione della vendita della mia bicicletta usata. Mida è una giovane donna, molto bella, sui 30 anni.

    • Ciao. Come ti chiami?
    • Mida
    • Sai, Mida, sono uno studioso e sto facendo una ricerca sul tema de Abitare il Silenzio. Ti va di rispondere ad alcune mie domande?
    • Certo!
    • Se ti dico Abitare il Silenzio cosa ti viene in mente?
    • La notte.
    • La notte? Che lavoro fai?
    • Io lavoro di notte. Le mie notti sono lunghe. I miei silenzi nelle notti lunghe sono molto lunghi!
    • Grazie per le tue risposte. Ciao Mida!
    • Ciao!

    Sarebbe stata da approfondire questa conversazione, come per altri intervistati, ma la circostanza non mi ha permesso di farlo.

    (Giulio Cestari)

  • (keep silent !)

    Mantenere il silenzio.

    Ho provato, apposta, a sperimentare il silenzio on line, direi…on blog per alcune settimane.

    Ho scelto di NON SCRIVERE (silenzio!) qui su queste pagine e sperimentare una nuova dimensione di silenzio (forzato). Esperienza e tematica da approfondire: il silenzio in rete, il silenzio sui social!

    Non ora. Non questo.

    Il silenzio, invece, della città. Il silenzio di persone che si incrociano sul marciapiede e che non si salutano vicendevolmente; il silenzio in autobus di persone sconosciute che non salutano, non si salutano vicendevolmente. Tutto self-service, si prende e si va in dimensioni e luoghi non dissimili dal virtuale perchè non-luoghi.

    Della città, Bergamo, il capoluogo della mia residenza, ho un’immagine da condividere di qualche settimana fa.

    Passeggiata al centro tra edifici dei primi del ‘900 e negozi. Negozi,…un susseguirsi di bar, paninoteche, fast food di ogni tipo, ecc. Un altro non luogo…centri urbani tutti uniformati, ormai.

    All’improvviso, sotto alcuni portici antichi, la catena di esercizi commerciali anonimi (vedi sopra) si interrompe.

    MACELLERIA, l’insegna.

    Esistono ancora le macellerie??? Stanno scomparendo nella totalità, qualcuna soppiantata da macellerie rilevate da islamici dove si può trovare carne Ahlal.

    MACELLERIA, l’insegna. E una vetrina che esponeva due-due- cotolette da cuocere, pronte all’uso. Null’altro in esposizione.

    La macelleria si estendeva in lunghezza con il bancone a destra per tutta l’estensione del locale. Piastrelle azzurre alle pareti.

    Nessun essere umano all’interno: nessun cliente, il titolare non presente nel fronte della bottega.

    Nessuno.

    Nessun rumore proveniente dall’interno, rumore, suono , o voce. Il tempo sembrava fermato, addirittura “assente”.

    Silenzio.

    Una macelleria fantasma, secondo l’aspetto del momento, dove il silenzio confermava la dimensione di estraneità rispetto alla dimensione sociale urbanizzata del circondario.

    Più in là, girato l’angolo, a decine di metri, una merceria (SAI COSA E’ UNA MERCERIA?), anche questa come quelle di una volta. Un esercizio commerciale che vende di tutto nel mondo dei tessuti, taglio e cucito, ecc. Incastonata in un palazzo dei primi del secolo scorso con vetrine altissime in locali altissimi. Vetrine piene di ogni campione di prodotto invendita.

    E un cartello posizionato al centro di una degli spazi di esposizione: “…DAL 1917”.

    1917. In piena Grande Guerra. Il negozio, ora, è ancora lì. Così “antico” che l’odore di tessuti e spolette di cotone da cucito sembrava, al momento, passare attraverso le alte pareti di vetro delle vetrine.

    Incantato, e in silenzio, ho guardato le vetrine per diversi minuti, senza fissare nulla!

    (Giulio Cestari)

  • Mi ha sempre affascinato ed interessato l’idea del PERCORSO – luogo/azione dinamico di interazione tra soggetti, di contaminazione di culture, di scambi di proficui silenzi e di suoni di contenuti profondi e determinanti i singoli soggetti.

    Il PERCORSO permette di “accumulare”, di lasciare dietro di sè elementi o risorse incontrati ma allo stesso tempo di farli restare propri nel ricordo conoscitivo ed emotivo.

    Il PERCORSO è un confronto -confrontarsi-, una lettura -studiarsi-, una scoperta -rivelarsi/evidenziare.

    Il PERCORSO, segno di movimento, proietta verso il futuro sul basamento della partenza.

    In occasione della mia esperienza di studio sull’antropologia (Antropologia urbana” – perfezionamento post-lauream presso la Bicocca a Milano), gli stimoli ricevuti hanno destato la mia curiosità di ricerca su un tema: ABITARE IL SILENZIO; contrasto semantico-lessicale che destabilizza sempre ad una prima lettura o ad una prima pronuncia, o ad un primo ascolto. Abitare Il Silenzio, slogan (?), non lo riconosciamo, infatti, al pari di “mangiare la mela”, verb + noun, questo, diretto immediato operativo. “Voglio mangiare la mela”. Non uso dire, generalmente: “Voglio abitare il silenzio”. Potrei farlo ma solo “sciogliendo” i misteri del mio pensiero al riguardo, e rivelandomi.

    ABITARE IL SILENZIO è, quindi, diventato un percorso, un mio percorso, una mia esperienza dinamica di indagine e di studio, di incontri in presenza e a distanza, no border (!). Una collezione di immagini disegnate dai miei interlocutori del momento che riescono a guidarmi nel proprio mondo interiore, nel proprio itinerario emotivo-esperienziale-culturale.

    Un itinerario. Riporto fedelmente la voce della Treccani riguardante il vocabolo itinerario, in senso figurato: “Cammino, inteso come serie di passaggi, da percorrere per raggiungere uno scopo o una meta non materiale: i. spirituale, i. intellettuale; i. della mente a Dio, traduz. del titolo lat. (Itinerarium mentis in Deum) di un’opera di san Bonaventura da Bagnoregio (1259) nella quale sono indicati i successivi momenti di approfondimento della vita interiore che conducono a Dio.”

    Riassumo: CAMMINARE IN CERCA DI SILENZIO è il titolo di uno dei capitoli del testo “Sovranità del silenzio” di David Le Breton, Mimesis Edizioni.

    Da quel testo lascio qui il pensiero collocato lì ove un prodotto editoriale lascia spazio ad una dedica sulle prime pagine:

    “Ma ascolta il soffio dello spazio,

    il messaggio incessante che è fatto di silenzio” RILKE, Elegie duinesi

    (Giulio Cestari)

  • Biblioteca “Tiraboschi” di Bergamo 28 maggio 2026

    ” I GIORNI PER NOME” è un libro (979-12-81767-43-0), ed Emanuele Mapelli è l’autore.

    Ieri si è svolta la presentazione del testo presso la biblioteca “Tiraboschi” di Bergamo.

    Non conoscevo i lavori di Mapelli e devo dire che è stata una scoperta molto interessante ed emozionante incrociare il suo mondo di vissuto e di affetti.

    “Non stava in piedi a febbraio

    stanco di messe e di vino e spalle

    pesanti di mattoni a memoria

    …” – PADRI

    Ho trascorso la giornata odierna a leggere le poesie di Mapelli. Confesso, sono arrivato a metà volume ma è giusto che sia così: le poesie portano con sè un peso di affettività pregresse ed anche attive che necessitano di essere sublimate e serbate nello scrigno del tempo vissuto.

    Leggere i lavori dell’autore è un farsi guidare in un sorvolo di situazioni e di azioni posate su un layer prezioso di nomi e di date. Il layer costituisce un non-luogo ove potersi ritrovare, confrontare, (ri-)vivere emozioni nel peso del ricordo di persone, luoghi, date, nomi.

    Prefazione di Giuseppe Nibali.

    (Giulio Cestari)

  • Come annunciato, si è svolta presso la biblioteca di Gorle la presentazione di Anime Lampare.

    Ormai Anime Lampare non è più un testo da presentare ma è diventato un progetto sociale di sensibilizzazione sul tema delle demenze. E’ il mio volontariato e allo stess otemo permette di rivelare la mia disponibilità tecnica e la mia ispirazione legate allo scrivere per raccontare.

    Una sinergia creatasi tra diverse figure ed enti – Assessorato ai servizi pubblici, associazione “Abitare le età”, casa di riposo “Caprotti Zavaritt” – ha permesso a me di presentare e coinvolgere emotivamente il pubblico pervenuto numeroso.

    Per me è sempre una forte emozione condividere i contenuti e i personaggi narrati con il pubblico. Molto forte poichè anche io ne vengo emotivamente coinvolto. Infatti al termine della reading ho bisogno di ritrovarmi nel silenzio per alcuni momenti.

    La serata ha visto gli interventi di esperti al termine della reading che hanno saputo testimoniare in modo professionale sul tema delle demenze.

    Il dibattito col pubblico è stato, a dir poco, trascinante. In effetti il trattare le demenze come tematica di un incontro stimolante va a toccare le parti sensibili ed il vissuto dei partecipanti.

    Un grazie a tutti i partecipanti. Un grazie speciale alla d.ssa Tassetti assessora ai servizi sociali, alla d.ssa Scioiti referente per l’associazione Abitare le Età, al dott. Versace della casa di riposo “Caprotti Zavaritt”.

    La “carovana” di Anime Lampare” prosegue il proprio cammino. A ottobre si fermerà preso la cittadina di Nembro (Bg).

    (Giulio Cestari)

  • Allego volantino dell’evento già annunciato in un mio precedente post

    (Giulio Cestari)