Cosa c’è nei miei ricordi da bambino? Un Natale, oh…tanti Natali !!! Ma quel Natale rossoneve non potrò mai dimenticarlo ! Non potrò dimenticare la neve, il rosso, e….il mio pezzo di pane.
Quell’inverno ci fu proprio una forte nevicata!
Io andavo alla scuola elementare, bè…non la frequentavo davvero perché noi tutti alunni facevamo lezione da casa. E Sì!, c’era una epidemia in corso, un’epidemia di una forte malattia nata tra i pipistrelli nella lontana Cina e giunta fin qui da noi.
Facevamo lezione con il pc: mi svegliavo al mattino, facevo tutte le mie cose del mattino e raggiungevo i miei genitori in cucina per la colazione, mi vestivo e poi accendevo il computer per collegarmi con le maestre e i miei compagni. Questa era la scuola.
A causa della malattia non potevamo uscire di casa e nemmeno incontrare altre persone, dovevamo indossare una mascherina come quella dei dottori ogni volta che mettevamo il naso fuori di casa.
Il telegiornale che mamma e papà ascoltavano la sera raccontava che la malattia trasmessa da un virus faceva soffrire molto e c’erano anche tante persone morte.
La neve quell’inverno fu davvero così tanta che le auto parcheggiate lungo il marciapiede quasi non si vedevano coperte da un manto altissimo che sembrava come una coperta di panna.
Quando uscivo in giardino per toccare la neve e giocarci un po’ c’era un silenzio insolito: in genere dalla strada provenivano tanti rumori delle auto che passavano o del camion della spazzatura, o delle persone, magari ragazzi che giocavano rincorrendosi.
Anche il nostro vicino, il signor Nicholas, era molto rumoroso. Infatti era sempre così operoso che non ricordo proprio di averlo visto senza far nulla. Fu proprio lui che mi insegnò ad andare in bici perché il mio papà era sempre via per lavoro: egli aveva ancora nel suo garage la vecchia bici dei suoi figli e ricordo che un pomeriggio insistette molto affinchè imparassi ad andarci.
Il signor Nicholas mi aiutava sempre ad allestire il mio albero di Natale in giardino mentre la mia mamma preparava quello grande bello e illuminatissimo in salotto.
Purtroppo il signor Nicholas qualche settimana fa non si è sentito bene e un’ambulanza lo ha portato in ospedale, ma lì i dottori non ce l’hanno fatta ad aiutarlo: se ne è andato in cielo per quella brutta epidemia.
Un pomeriggio dopo pranzo aprii la porta di casa e andai in giardino perché volevo provare a costruire il mio alberello di Natale portando con me un piccolo vecchio albero che il mio papà teneva rinsecchito nella legnaia. Cambiai subito idea quando vidi che non ce l’avrei fatta a piantarlo nella neve perché questa era troppo alta.
Stavo per tornare dentro casa quando…squit! squit!…fui colpito dal verso di un uccellino. Era un pettirosso che cinguettava da un ramo del grande pino del marciapiede.
- – Squit! Squit!….ciao bambino…squit! squit! Hai delle briciole di pane per me?
Con stupore (non credevo alle mie orecchie!) fissai il pettirosso per capire se davvero fosse lui a parlarmi.
- – Squit! Squit!….hei, dico a te, bimbo! …squit! mi senti?
Non potevo crederci! …un uccellino mi stava parlando!
- – Sì certo che ti sento. Ma come fai a parlarmi? Gli uccelli non parlano.
- – Questo lo dici tu. Ma non mi stai ascoltando ora, quindi? Ascolta fa tanto freddo e c’è tanta neve. Le strade e i marciapiedi sono coperti ed io non riesco a beccare briciole da terra. Mi daresti delle briciole di pane per favore?
- – Non ne ho qui con me. Se mi aspetti entro in casa e ti prendo un pezzo di pane dalla dispensa.
Mi affrettai per tornare in giardino ma al mio ritorno il pettirosso non c’era più. Peccato. Mi dispiacque molto. Avrei voluto davvero aiutarlo…era bellissimo…gracile ma agile tra i rami…con il petto di un rosso vivo, le altre piume grigiastre e con le penne marroni. Ora che ci penso non avevo mai osservato con attenzione un pettirosso.
Lasciai un pezzo di pane sulla neve del giardino e tornai dentro casa a disegnarlo su una delle mie tavole.
Ricordo che alla sera mostrai al mio papà i miei disegni e poi insieme cercammo le immagini dei pettirossi in internet e di queste ne feci una bella collezione in un mio file, dopo averne stampate alcune che mi divertii ad affiggere sulle pareti intorno alla finestra della mia stanza.
Guardavo spesso fuori dalle finestre di casa per cercare il pettirosso con lo sguardo; a volte mi incantavo dalla mia stanza a osservare la neve cadere che pian piano cancellava le piccole orme dei pettirossi in giardino.
Il pettirosso mi faceva visita ogni pomeriggio: dopo pranzo lanciavo in giardino un avanzo di pane e dopo qualche minuto compariva e lo beccava un po’ per poi portarlo via.
Un pomeriggio mi avvicinai e provai a parlargli:
-Ciao pettirosso! Sono felice di vederti!
– Squit! Squit!…Ciao! anche io sono felice di vederti. In realtà ti vedo lassù dai rami quando mi cerchi con lo sguardo e poi ti incanti. Ti ringrazio tanto per il cibo che mi doni; per me è molto prezioso!
– Ma perché porti sempre via il pezzo di pane che ti lascio in giardino?
– lo porto dai miei piccolini nel nido lassù…vedì? Noi siamo sul ramo di mezzo protetti dai rami piu in alto, e quando vedo che tu lanci il pane io plano giu sul tuo giardino a prenderlo. Sai, senza il tuo aiuto non sapremmo proprio come fare, quest’anno il signor “Tempodell’Inverno” ha proprio esagerato dandoci tutta questa neve!
Io continuai per giorni e giorni a lanciare il pane nel giardino mentre il natale si avvicinava: il pezzo volava sulla candida neve e dopo qualche minuto il pettirosso arrivava a prenderlo. Mi dava gioia…tutto: il mio gesto per dare da mangiare ali uccelli, il pettirosso che puntualmente compariva nel mio giardino, il mio pensiero rivolto a quei piccoli che vedevano il proprio papà portare il cibo. E insieme a tutto ciò la veduta del mio giardino candido e ricoperto di strati di neve.
Le case della strada ormai avevano installato le luminarie per le festività, ed io ero proprio dispiaciuto per il mio alberello che il signor Nicholas mi aiutava a montare davanti la mia casa: lui portava l’albero ed anche i vari oggetti e le lucine da appendere, ed ogni anno io aggiungevo un mio nuovo oggetto che insieme avevamo disegnato, poi ritagliato e infine colorato.
Il giorno della vigilia di Natale ero proprio giù per questo: tutte le case della via avevano il proprio albero di Natale esposto e…il mio non c’era. Ricordo di essere andato a letto in attesa dell’indomani per scoprire i regali portati nella notte da Babbo Natale pensando che sarebbe stato un brutto Natale senza l’alberello!
Quella notte il signor “Tempodell’Inverno” si scatenò depositando altri centimetri di neve tanto da non poter aprire la porta di casa.
Ricordo che prima di andare in salotto per vedere se Babbo Natale fosse passato lanciai un’occhiata fuori in giardino della finestra della mia camera e……
…al centro del giardino c’era il mio albero di Natale addobbato e illuminato !!
Sì, proprio quello del signor Nicholas, con sulla punta il pettirosso che sbatteva le ali e cinguettava.
Che bel Natale!

