26 novembre 2025 17:30 Ucicinemas Oriocenter – Bergamo
IL TULIPANO VIOLA
Scelgo di non scrivere del film di Alberto Nacci, regista. Il Tulipano Viola merita di non essere svelato e di essere scoperto in un mood euristico di sentimenti.
Ho conosciuto Alberto diversi anni fa. Entrambi eravamo altre persone in altri ruoli: il lavoro, l’età, le aspettative…era tutto diverso da oggi. Potrei riportare un buon numero di aneddoti su Alberto.
Di lui, però, vorrei significare il proprio percorso nel mondo della fotografia, della cinematografia, del sound, dell’arte.
Ci sono tanti modi di fare cultura e di restare se stessi, e questo modo, che poi diventa un essere cultura, necessita di evoluzioni, di incontri, di un “melting” di tecniche e di sensibilità.
Ricordo Alberto, in passato e in un’altra dimensione operativa, che dirigeva alcuni survey sulla dipendenza da sostanze. L’ho osservato da lontano più volte e, devo dire, inizialmente mi sono mostrato scettico rispetto al suo operato finchè non ho guadagnato la chiave di intesa e di interpretazione della sua applicazione in quel campo di ricerca. Ho scoperto, quindi, una persona che al di là dei calcoli matematici nascondeva una sensibilità particolare, una sensibilità da incontrare, un’ottica da scrutare perchè poteva lasciare il segno, dentro.
In questi anni passati Alberto ha potuto affinare anche tecnicamente la sua ottica, e oggi è capace di regalarci un pezzettino del suo mondo privato, intimo, con Il Tulipano Viola.
Non è facile tradurre per il pubblico ciò che si ha dentro di noi di così profondo e incancellabile, non è facile adoperare solo due colori per un mondo che è apparentemente spento ma brilla dentro e intorno a noi da qualche parte. Brilla in modo indelebile lasciando un’impronta, nel tempo e nello spazio.
Due colori, non è facile.
Grazie Alberto !
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